Tetrabondi e Vigili del Fuoco: un’amicizia che andrà lontano

Giornate piene, in cui non si riesce a trovare il modo di raccontarvi tutto.

Sull’autoscala!

Pochi giorni fa sono stato invitato nel distaccamento dei vigili del Fuoco di Roma Ostiensed dal capo del Corpo nazionale Fabio Dattilo, accolto dalla squadra 7A che materialmente ci ha salvato dal fumo e dalla trappola dove eravamo rimasti il 26 gennaio.
Una giornata nella “casa dei pompieri”, forse la più bella d’Italia, dove sarei assolutamente voluto rimanere: più volte ho segnato dicendo a mamma che poteva anche tornare a casa, io sarei volentieri rimasto lì, con i miei amici pompieri,
che per l’occasione hanno portato anche l’autoscala e mi hanno permesso di accenderne i motori,
di spostarla nel piazzale e soprattutto di salire nel cestello, con mio fratello, mia madre e il capo.
Tanti regali ricevuti, tra cui due caschi rossi fiammanti, più grossi della mia testa, che mi rendono felicissimo ed orgoglioso.

Un incontro che significa tante cose per me,
non tanto per i doni, per l’autoscala, per il museo stupendo e per l’accoglienza calorosa e straordinaria:
quello che più conta di questo incontro, di questa amicizia nata durante un brutto incidente, è quel che insieme potremo fare. Lavorare per poter contribuire al miglioramento delle operazioni di soccorso in caso di vulnerabilità e disabilità gravi e simili alla mia, è il regalo più bello che i VVFF potessero farmi.
Insieme a Stefano Zanut, in rappresentanza dell’Osservatorio sulla sicurezza e il soccorso delle persone con esigenze speciali, e a chi con lui collabora al miglioramento del soccorso, progettiamo procedure che possano lavorare sulla prevenzione e l’emergenza con attenzione particolare a chi ha specifici bisogni e quindi ha più probabilità di subire conseguenze più gravi da un evento avverso. Un lavoro di prevenzione e conoscenza, di avvicinamento alle comunicazioni alternative, di formazione per le squadre e per la cittadinanza tutta, che insegni comportamenti responsabili, utilizzo corretto degli spazi urbani e che soprattutto ognuno di noi, da un momento all’altro, può diventare vulnerabile.

Ancora una volta ho imparato che da ogni tragedia,
da ogni avversità che la vita ti sferra in faccia, si può costruire qualcosa di fertile,
capace di cambiare le cose, di costruire conoscenza e condivisione,
di abbattere preconcetti e frontiere.

Questo è il motivo più forte che ci spinge a lavorare, a costruire cambiamento, a diventare una struttura capace di farlo: sostieni anche tu la nascita della FONDAZIONE TETRABONDI, attraverso una donazione.
QUI IL LINK PER DONARE: VAI

“INCENDIO, POMPIERI, FUMO”, I NUOVI SEGNI DI LIS IMPARATI DA SIRIO NELLA SUA DISAVVENTURA
“Dopo la lunga giornata di ieri sono tornato a scuola, pronto ad imparare nuovi segni di Lis come incendio, pompieri, fumo”.
Aveva scritto così Sirio il giorno dopo che lui e la sua famiglia erano stati salvati dai vigili del fuoco, bloccati sul terrazzo di casa dall’incendio dell’appartamento sottostante.
Ne è nata un’opportunità reciproca: i vigili del fuoco, sempre attenti al tema del soccorso inclusivo, stanno lavorando su procedure da seguire in presenza di bambini tetraplegici, che integreranno quelle impiegate in scenari con presenza di persone con specifiche necessità.
Il piccolo Sirio, classe 2013, colpito da “morte in culla” a 50 giorni di vita e combattente per la libertà e l’autonomia, è stato ospite nella caserma dei vigili del fuoco di Roma Ostiense, accolto dal capo del Corpo Fabio Dattilo e dalla squadra che lo ha soccorso il 26 gennaio.

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