Disabilità come ordinaria differenza

Un breve ma intenso servizio del telegiornale del primo canale Rai, che racconta la storia di Sirio e la necessità di uscire dal linguaggio pietosa che sempre avvolge la disabilità. L’inclusione non passa attraverso la retorica dei bambini speciali, e quindi le loro madri coraggio, ma attraverso l’idea di unicità e allo stesso tempo di collettività, di società plurale e capace di imparare nuovi linguaggi ed aprirsi a nuove prospettive, ad altri ritmi.

Cambiare il paradigma, rivoluzionare il concetto che ognuno di noi ha della disabilità, per aprire le porte di casa ai più vulnerabili, per farli sentire protetti ma anche per permettergli di essere parte della società, parte attiva di essa e soprattutto protagonisti della propria vita, del proprio percorso riabilitativo, dei propri obiettivi per essere felici, della ricerca di ciò che può migliorare la qualità della loro vita. Serve inclusione reale, servono leggi adeguate, serve il riconoscimento e la tutela della figura del caregiver (ne parleremo con calma), serve abbattere stereotipi e distruggere lo stigma.

Alla conquista della posizione eretta

Si affronta la disabilità sempre sottolineando i deficit e le menomazioni, mai valorizzando e lavorando sulle abilità, le capacità, i desideri. Tutti dovrebbero essere messi nelle condizioni, ognuno secondo i suoi bisogni, di costruire la propria felicità, come di avere libertà di scelta non solo per quanto riguarda la propria riabilitazione ma anche i propri obiettivi di vita sociale, professionale, affettiva: di vita adulta . L’esclusione dalla partecipazione sociale a causa di impedimenti fisici deve terminare e tutto questo può avvenire solo con una rivoluzione culturale capace di costruire un nuovo linguaggio, nuovi approcci e prospettive di futuro, autonomia, felicità.
Di fare in modo che la società tutta si prenda carico di questi bisogni speciali, che ci sia una riabilitazione ed un processo di inclusione comunitario che non sia solo legato al mondo della scuola, per poi terminare nuovamente con la reclusione in casa, o dentro un centro diurno che spesso vanno solo a consolidare comportamenti di dipendenza in ambiti in cui si potrebbe conquistare invece autonomia.
Ogni pezzetto di autonomia conquistata è dignità, è felicità

Imparare a percepire la disabilità semplicemente come un’ordinaria differenza, una delle infinite forme di differenziazione che rendono il pianeta la meraviglia che è. Sottolineare l’unicità, perché la si faccia finita con i tentativi di normalizzazione e si capisca la bellezza e l’importanza del diverso.
Permettiamo a tutti e tutte di essere soggetti attivi della propria vita e non solo oggetti di cura e assistenza: dobbiamo farlo insieme!!

Nel frattempo siamo molto emozionati nel dirvi che abbiamo i nostri primi Gadget,
delle meravigliose spillette dei Tetrabondi che ci son state regalate da PinsIlike !!
I nostri tempi lenti, e come scusa tiriamo fuori senza ritegno la paralisi cerebrale, nel fare le cose son molto lenti e quindi sono arrivate prima le spille di tutta una serie di idee e progetti che a breve cercheremo di mettere nero su bianco e quindi presentare a tutti voi, che ormai siete una grande comunità tetrabonda.
Le spillette quindi arriveranno (giuriamo!!!) per tutte e tutti, appena capiremo quel che stiamo diventando…
stay tuned.

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