Un Natale particolare, tanto per cambiare!

Il primo Natale della tua vita la stanza era piccolina, la più piccola della terapia intensiva, quella con le situazioni più delicate, con le degenze più lunghe e le sentenze più cattive. Un Natale di luci spente, di cuore pesanti, di occhi pieni di lacrime, un Natale che sapeva di un futuro spezzato, senza alcuna via d’uscita, un Natale che non era tale nemmeno negli occhi di tuo fratello che non aveva nemmeno quattro anni.

Ci vollero ancora mesi per sentir l’odore di casa, mesi per portarti tra noi, per farti conoscere amici cose volti, ci vollero ancora mesi per farti vedere il sole, i colori, la luce che si poggia su uno spazio più ampio di una stanza d’ospedale.

Il secondo Natale, niente da fare, avevamo solo cambiato luogo ma odori suoni e silenzi erano identici all’anno precedente. Una polmonite ci aveva fatto lo scherzo di farci rientrare nei tanto conosciuti inferi, ancora una volta le luci del Natale non riuscivano ad illuminare i tuoi occhi di bambino.
Poi, piano piano, te lo sei conquistato. 

A due anni compiuti riuscivi a star seduto da solo, ci osservavi mentre addobbavamo l’albero e i tuoi occhi seguivano ogni nostro movimento: avevi già abbattuto la diagnosi di stato vegetativo e lottavi per scalfire la paralisi cerebrale e la tetraparesi spastica, per rendere quelle parolone più adatte al Natale, più adatte alla voglia di giocare che i tuoi occhi urlavano. Purtroppo anche quello fu un Natale di lacerazione, di separazione, di non completezza: nonna Stella, giovane e bella, era morta da pochi mesi, il vuoto lasciato aveva cambiato sapore a tutto.

L’anno dopo però l’albero l’hai addobbato tu e mica solo quello di casa: anche quello di scuola ha visto la tua partecipazione. Grazie alla sedia a rotelle e alla maestrìa con cui hai imparato a guidarla, sfrecciavi intorno al grande albero e sceglievi dove e come e cosa metterci. 
Il sapore della libertà aveva quel Natale, i tuoi occhi iniziavano a brillare di tutte le luci possibili.

Ora a sette anni è da un po’ che il Natale non ha data, perchè contro ogni pronostico, ogni lacrima pianta, ogni diagnosi senza scampo, l’albero prima hai imparato ad addobbarlo in piedi, ed ora, con la costruzione costante del tuo carattere irriverente, sei più capace a smontarlo, a rubar le palline e correre a nasconderti.

Passetto dopo passetto, sempre meno traballanti, siamo arrivati al Natale del riscatto, della felicità, degli occhi che finalmente sono occhi di bambino davanti allo stupore e alla felicità della partecipazione, della condivisione.

E allora questo Natale particolare, che per tutti è privazione,
vorremo sia capace di portare come dono universale la capacità di mettersi al posto degli altri,
la bellezza travolgente che si prova a far parte di una comunità e quindi a proteggerla,
vorremmo trasmetta empatia e capacità di capire la debolezza e aiutarla a vivere con dignità.
Un Natale che possa insegnare a guardare all’altro.

Buon Natale a belli e brutti, basta che sia sempre di tutti, 
Buon Natale a storti e dritti, ai vittoriosi agli sconfitti, 
Buon Natale a chi sorride, chi combatte, chi rispetta
Buon Natale ai bimbi tutti che del mondo sono i frutti.

2 pensieri su “Un Natale particolare, tanto per cambiare!

  1. Come ti capisco, sto piangendo pensando al Natale di qualche anno fa.
    Figlio in Terapia intensiva a 15 anni, cuore a mille, e vedo dalla parte opposta dell’ospedale, un condomino con una famiglia che apre i pacchi sotto l’albero.
    Come avrei voluto essere da quella parte…un abbraccio!

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...