Con la Reuters che ci racconta, Tetrabondi diventa international!

Una giornata di forti emozioni oggi, con l’uscita di questo servizio per la Reuters, composto dalle fotografie di Yara Nardi e dalle immagini di Antonio Denti.

Nel cortile di scuola, dove mi sento al massimo della mia felicità. Foto di Yara Nardi


Un’emozione forte che sono ore che cerchiamo di metabolizzarla e raccontarla qui ma ancora non ci riusciamo con lucidità: perché le foto di Yara ci sono entrate nel cuore con una forza che ci ha lasciati spossati.
Il modo che ha di guardarci, di essere entrata nella nostra casa e nella vita di Sirio, nelle sue ore in casa e fuori, nei suoi giochi, nelle sue rogne da disabile, ci ha emozionato.


Perché sono proprio io quello che vedete in queste foto,
sono io storto e strano,
sono io orgoglioso e potente,
sono io non autosufficiente e autonomo in ogni mio gesto,
sono io che sbaraglio sentenze e continuo spavaldo.

Con papà. Foto di Yara Nardi


Sono proprio io, e se questo è quel che gli occhi di Yara, e quindi ora del mondo, hanno visto nel mio corpo destinato al nulla, nei miei occhi destinati al nulla, nella mia bocca immobile, allora vuol dire che siamo sulla strada giusta.

La strada che abbiamo intrapreso in certi punti non è stata mai percorsa.
Non è stata mai percorsa perché chi nasce come me spesso non varca mai la porta di casa,
non ha strade da percorrere e non può farlo se non con il giusto aiuto,
con la giusta assistenza,
con la giusta inclusione.
Non ha strade da percorrere non perché non ci son strade percorribili, ma perché son chiuse a chi non rientra in una certa normalità, a chi non è produttivo, a chi non è catalogabile,
a chi ha diritti che assomigliano ad una carezza sulla testa
ma non sono vita, non sono socialità, non sono inclusione,
non sono felicità.


Noi questa strada la vogliamo costruire, la vogliamo percorrere, colorare, vivere, ci vogliamo sfrecciare sopra.
La strada che abbiamo intrapreso vuole abbattere le barriere e costruire inclusione reale, quotidiana, tangibile.

Se siamo qui a raccontarci è per questo.
Perché l’inclusione passa attraverso i gesti di tutti, attraverso gli sguardi, attraverso le strade che si percorrono insieme

Qui l’articolo della Reuters: LEGGI


Un pensiero su “Con la Reuters che ci racconta, Tetrabondi diventa international!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...